Archivi del mese: agosto 2014

Cheesecake ai frutti di bosco con pan di spagna

Sono molto orgogliosa del mio cheesecake, perché a me i dolci non riescono… In particolare il pan di spagna! Ho iniziato provando con la ricetta dell’Artusi… Poi con altre… la mia idiosincrasia verso questo dolce è palpabile!

Ma, questa volta, da quest’ultimo son voluta partire anche perché adoro il cheescake ma non amo lo strato di biscotto duro sul quale, solitamente, poggia.

Vista la mia incapacità nel fare dolci mi sono procurata una buona quantità di ingredienti. Così, dopo un primo tentativo non riuscito 😦 , ecco il pan di spagna (un po’ taroccato)  che ho prodotto.

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Le dosi sono adatte ad una teglia da forno di 24 cm, io ne ho utililizzata una di 28 perché ero interessata alla morbidezza del pan di spagna ma non all’altezza.

Zuccchero 150 g

5 uova

farina 70 g

fecola di patate 70 g

un pizzico di sale

una noce di burro per la tortiera

(mezza bustina di lievito per sicurezza 😉 )

Nel primo pan di spagna mal riuscito ho messo una stecca di vaniglia, nel secondo aroma al limone, ma altre volte ho utilizzato la scorza di un limone.

Dunque, ho diviso gli albumi dai tuorli ed ho montato i primi a neve e i secondi con lo zucchero e l’aroma scelto.

Ho unito gli albumi ai tuorli montati. Questa operazione è molto delicata, bisogna mischiare i due composti con la frusta o la forchetta gentilmente dal basso in alto cercando di non far smontare i bianchi belli spumosi.

Ho aggiunto la farina, la fecola, il lievito ed il pizzico di sale, setacciati, seguendo la medesima procedura di prima.

Ho imburrato la teglia e vi ho travasato il composto.

Ho infornato al ventilato a 180′ per circa 40 minuti.

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E, a questo punto, è cominciato il divertimento.

Ho preso mezzo chilo di panna fresca e mezzo chilo di mascarpone e li ho montati insieme. Mentre stavo svolgendo questa operazione ho aggiunto, un po’ alla volta, circa tre etti di yogurt bianco non dolcificato e un etto di zucchero.

Ho scelto, lavato e messo in una pentolina tre etti di mirtilli (i frutti di bosco locali disponibili in gran quantità in questo momento dell’anno) con un po’ di zucchero, li ho fatti “sciogliere” sul fuoco, girandoli spesso.

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Ho tagliato a metà il pan di spagna e l’ho messo in un contenitore largo

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L’ho ricoperto con i mirtilli sciolti

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Sui mirtilli ho steso il primo strato di “formaggio”, sopra questo ho messo il secondo pezzo di pan di spagna.

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E qui ho voluto dare un po’ di colore al mio cheesecake bagnando questo strato con dall’Alchermes diluito con acqua. L’ho poi coperto con il secondo strato di formaggi. L’ho messo in frigo per una giornata.

Alla fine ho spalmato un gel ai frutti di bosco.

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Cena d’estate… aspettando la grigliata

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Ecco qualche “stuzzichino” mentre, chiacchierando, aspettiamo la carne che sta cuocendo sulla griglia…

Antipasti:

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Hummus con prezzemolo e peperoni arrostiti

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Pomodori ripieni con polpo, capperi e olive taggiasche (liberamente tratti da “La cucina italiana” giugno 2014)

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Crostini robiola, peperoni e maggiorana (reinterpretazione da “La cucina italiana” giugno 2014)

Primi:

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Farro con verdure, gamberetti e vongole

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Fusilli con pesto di rucola, limone e formaggio fresco (liberamente tratto da “La cucina italiana”, agosto 2014)

Grigliata di rosticciana (costole di maiale), salsiccia, scamerita e pollo.

E, per finire, cheesecake ai frutti di bosco!

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La pomarola che faceva la mi’ mamma… E probabilmente anche la mi’ nonna.

Questa pomarola non ha bisogno di soffritti, neppure leggeri, per questo da molti è considerata più “sana” di altri tipi di sughi.

Prendere:

7/8 etti di pomodori maturi (la mia mamma utilizzava i pomodori tipo San Marzano, usati classicamente per i sughi ma io ci metto quelli che ho quando sono molto maturi);

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una bella carota;

un gambo di sedano;

una grossa cipolla (preferibilmente bianca o dorata, ma se ce l’abbiamo rossa va bene lo stesso);

basilico, una decina di foglie;

olio extra vergine d’oliva;

sale.

Pulire e fare a pezzetti la cipolla, il sedano e la carota; metterli a lessare in una pentola con un po’ d’acqua. La mia mamma metteva una quantità maggiore di “odori”  ed a volte lo faccio anch’io.

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Quando gli odori sono un po’ ammorbiditi, aggiungere i pomodori fatti a pezzi e il basilico.

Far cuocere a fiamma bassa, lentamente.

Appena gran parte dell’acqua è ritirata, passare tutto al passaverdura finché resteranno solo le bucce dei pomodori e le fibre del sedano.

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Regolare il sale e condire con l’olio. Se necessario rimettere il sugo  sul fuoco finché non raggiunge la consistenza desiderata.

Questa pomarola è buona con numerosi tagli di pasta.

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Archiviato in "Macarò, m'hai provocato e...", Primi di pasta a base di verdure, Vecchi Mangiari

Chicche al pesto di borragine, melissa e basilico, con noci e pistacchi

Per anni ho cercato di far attecchire nel mio giardino la borragine; adesso, che tutte le estati me ne nascono numerose piante, leggo che sarebbe cancerogena! Acc…  image image

Comunque ho deciso di provare  a fare un pesto (beh, a dir la verità è quasi una crema!) alla borragine.

Ho utilizzato (numeri approssimativi):

60 foglie di borragine lessate;

20 foglie di melissa;

10 foglie di basilico;

4 noci;

20 pistacchi;

olio extra vergine d’oliva;

reggiano grattugiato, una bella manciata;

sale.

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Ho dato prima una frullata a pistacchi e noci, poi ho aggiunto la borragine lessata, che ho frullato, successivamente ho fatto la stessa operazione con le foglie fresche di melissa e basilico, ammorbidendo il tutto con l’olio e mettendo un pizzico di sale. image

Ho aggiunto il parmigiano grattugiato, ho girato bene il tutto unendo un po’ d’olio se ce n’era ancora bisogno.

Ho cotto le chicche, ma sono ottimi anche i classici gnocchi (che qui da noi si chiamavano TOPI)… Ed ecco il risultato…

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I profumi si sentivano tutti!

Ottimo! 🙂

Anche se  un po’ più di profumo di melissa non ci sarebbe stato male.

Oggi, 30 agosto 2015, ho aggiunto agli ingredienti già utilizzati uno spicchio d’aglio. Il sapore è diventato più intenso…

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Oggi, 25 luglio 2016, ho sostituito i pistacchi con nocciole e pinoli; il risultato è stato comunque ottimo.

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Marmellata di pesche

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Un chilo di pesche (circa otto etti pulite)

sei etti di zucchero.

Pelare le pesche, togliere il nocciolo e spezzettarle.

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Metterle sul fuoco con lo zucchero, a fiamma moderata per  qualche minuto, finché lo zucchero non si sia sciolto.

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Poi alzare la fiamma e farle bollire, mescolare e schiumare.

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Quando la confettura raggiunge la giusta consistenza, toglierla dal fuoco e invasarla nel modo detto nella marmellata di susine.

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Se non si gradisce che appaiano i “pezzi”, tritarli con il frullatore ad immersione.

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Confettura di mirtilli

Un chilo di mirtilli

7 etti di zucchero

(scorza di limone, se piace)

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Lavare in modo accurato i mirtilli (qui da me, nel comune di San Marcello Pistoiese, si chiamavano BAGGIOLI, mentre  nei comuni vicini, in particolare a Cutigliano venivano chiamati PIURI) eliminando le foglioline, i rametti e i frutti secchi o sciupati.

Versarli in una pentola con lo zucchero.

Metterli su fuoco moderato e girarli finché lo zucchero non sia sciolto e i mirtilli non inizino a cedere il succo.

Aumentare la fiamma e farli bollire, mescolando e togliendo la schiuma quando necessario.

Quando la confettura inizia ad essere meno liquida, abbassare la fiamma, mescolare spesso finché non raggiunge la giusta consistenza.

Far intiepidire e procedere all’invasamento come detto nella marmellata di susine.

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Marmellata di susine

Le ciliegie amarasche sono scomparse in pochi giorni sotto i colpi della pioggia e della grandine… Ma quante susine ci sono quest’anno!

Vengono i sensi di colpa a vederle cadere a terra e marcire… Così, via, ci riprovo.

Faccio la marmellata!!!

 

Prima provo con le susine rosse image imagepiù grosse, ma quest’anno, a causa del tempo, molto acquose, poi con quelle gialle più piccole e polpose.

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Ho spezzettato le susine eliminando il nocciolo.

Le ho messe in un contenitore con lo zucchero (circa 6/7 etti per ogni chilo di susine pulite. Se ne può mettere anche meno ma io preferisco non farla troppo dietetica 🙂 ).

Ho aggiunto il succo di un limone.

Le ho poste in frigo per una notte.

La mattina successiva le ho travasate in una pentola è messe sul fuoco.

Ho iniziato con una fiamma abbastanza vivace in quanto lo zucchero era già sciolto e avevano prodotto un bel po’ di liquido, le ho girate spesso; quando il composto è risultato più asciutto ho abbassato la fiamma e ho continuato la cottura a calore più dolce, mescolando spesso finché la confettura non ha raggiunto la giusta consistenza.

Ho fatto intiepidire la marmellata, l’ho messa nei vasetti ben puliti, l’ho chiusa e messa a sterilizzare in una pentola piena d’acqua portata ad ebollizione per circa venti minuti. Ho lasciato freddare ed aspettato il fatidico “tic” che indica l’avvenuto sottovuoto.

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Quando si mettono a sterilizzare i vasetti nella solita pentola è sempre meglio frapporre fra loro un canovaccio per evitare che urtandosi durante il bollore possano rompersi.

Ho preparato i primi due vasetti nel modo indicato, mentre nei due successivi ho aggiunto una piccola mela ricca di pectina, ho usato le susine gialle.

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Nei due vasetti fatti dopo, invece, ho messo la cannella, tanto per variare il sapore del composto, che ho tolto prima di farne una vera marmellata dandogli una veloce passata con il frullatore ad immersione.

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Peperoni arrostiti in olio d’oliva

imagePeperoni gialli, rossi e verdi.

aglio, prezzemolo, olio extra vergine d’oliva, sale.

 

Lavo e metto i peperoni interi in forno a 180 gradi finché non risultano un po’ afflosciati e la buccia appare leggermente staccata dalla polpa. Li tolgo e li metto a raffreddare in un sacchetto di carta o in un panno, in questo modo la pelle si distacca molto meglio dalla polpa.

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Elimino la buccia e taglio a strisce i peperoni.

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Lavo prezzemolo e aglio, li trito.

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Faccio strati di strisce i peperoni conditi con prezzemolo, aglio e un pizzico di sale. Copro tutto con l’olio d’oliva. Metto tutto in frigo e li utilizzo come contorno. Cerco di consumarli nell’arco di alcuni giorni.

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