Archivi del mese: settembre 2014

Oggi, mele e strozzapreti

… In realtà sono i frutti del prugnolo o Prunus Spinosa L.

Per immaginarne il sapore è sufficiente pensare al nome popolare dato a questo arbusto nella mia zona: strozzapreti!

Quando da piccola mangiavo troppi strozzapreti la bocca sembrava che si contraesse e diventasse piccina piccina, impastata di aspro… e la sensazione durava a lungo!

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Il prugno spinoso è un arbusto a foglie caduche che solo raramente diventa grande come un piccolo albero; in quest’ultimo caso può raggiungere anche i tre/quattro metri di altezza, ma solitamente ha l’aspetto di un cespuglio con il fusto molto ramificato, i rametti piccoli laterali sono corti e terminano con una spina.

È spontaneo e cresce ai margini dei boschi o ai bordi dei campi. Si riproduce da solo per polloni formando così delle macchie spinose, impenetrabili per le persone e gli animali, gli uccelli invece vi trovano protezione e vi nidificano.

Le foglie sono piccole, ellittiche ed hanno il margine seghettato.

In primavera, questi cespugli sono fra i primi a fiorire.  Si ricoprono di piccoli fiori bianchi prima che compaiano le foglie, formando dei boschetti che assomigliano a nuvole scese in terra ed emanano un incredibile profumo di miele. Il calice dei fiori è formato da cinque sepali, la corolla  è composta da cinque petali  bianchi e ovali; gli stami sono numerosi e hanno delle antere gialle o rossastre.

I frutti sono delle drupe rotonde blu-nerastre; la loro polpa aderisce ad un piccolo nocciolo tondo. I frutti si usano per marmellate e liquori e, se mangiati,  hanno proprietà astringenti. Sono maturi fra settembre e ottobre, sono aciduli, aspri e allappanti, dopo il primo gelo la polpa si stacca con facilità dal nocciolo.

Del prugnolo si dice che si possano utilizzare a scopo medicamentoso tutte le parti: corteccia, fiore, foglia e frutto.

La corteccia veniva utilizzata nella tradizione come astringente e febbrifugo, come uso esterno se ne facevano decotti che venivano usati come astringenti cutanei e delle mucose della bocca. Con i fiori si facevano degli infusi che pare avessero proprietà digestive, lassative, depurative ed altro … Attualmente sembra che debbano essere utilizzati con molta cautela, insomma io non li userei, per sicurezza. Le foglie, pare, che venissero essiccate, leggermente torrefatte e utilizzate come infuso al posto del tè. È interessante ricercare gli antichi usi delle erbe e delle piante ma io sono molto cauta circa il reale uso.

Certo è che gli strozzapreti (frutti) piacciono per il gusto aspro e allappante e quando eravamo piccoli ne mangiavamo tanti quando li trovavamo!

Come molte piante “pungenti” (ad esempio anche come il ginepro) si dice che il prugnolo “protegga dalle streghe”! L’essere pieno di spine ed impenetrabile non farebbe entrare alcunché: nè streghe, nè malattie, nè cose negative. Insomma, se protegge la casa bisognerebbe piantarne alcuni nei pressi dell’ingresso… Cosa non facile visto che questa pianta non sopravvive solitamente al trapianto.

C’è chi pensa che il prugno spinoso sia uno degli antenati dei susini coltivati.

Mele appena raccolte

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