Memorie, tracce dal passato della Montagna Pistoiese

2 novembre

Nella notte fra il primo e il due di novembre (notte dei morti) era usanza lasciare sulla tavola della cucina un piatto pieno di ballotti (castagne cotte con la buccia) affinché i morti, se fossero passati,  avrebbero potuto mangiare.

6 gennaio

Nella notte fra il 5 e il 6 di gennaio, notte della Befana, i bambini andavano in gruppo, bussando alle porte del vicinato, e chiedevano la MACATINA, un regalo in natura che consisteva in castagne secche, noci, mele e pere (tutti intorno a casa avevano un pero e un melo molto alti e vecchi, cultivar antiche che producevano frutti che potevano essere conservati a lungo).

In tempi più moderni, verso la metà del ventesimo secolo, talvolta venivano offerti anche aranci o mandarini.

Se la sera non si PUSIGNA, la notte si sgraffigna

Questa era una delle citazioni di mia zia.

Nell’edizione del 1952 dello Zingarelli si trova il termine PUSIGNO che pare derivare dal latino POSTCINIUM, di dopo cena. Mangiare che si fa dopo cena; ultimo pasto, a tarda ora. PUSIGNARE: Fare di pusigno.

Insomma, per non “rufolare” la notte dalla fame, bisogna riempirsi bene la pancia, anche mangiando qualcosa dopo cena.

 

Ramerino, nome del rosmarino sulla montagna pistoiese.

Il vecchio ramerino aveva aghi più piccoli di quello che oggi è spesso coltivato e commercializzato; aveva anche profumo e aroma leggermente diversi.

 

Ma “aggavignare” è una parola italiana o è un verbo solo montanino?

Esiste! Nell’edizione del 1952 Zingarelli lo definisce “Prendere per le gavigne, sotto le ascelle (dei lottatori). Agguantare, afferrare. Riflessivo Aggavignarsi/avvinghiarsi. Aggavignato: ben afferrato, stretto.”

Questa parola si trova ancora oggi nei vocabolari di lingua italiana.

 

E “aggiaccare” o “acciaccare”?

”Abbattere, piegar verso il basso, la messe , le biade. Sgualcire, riferito a un vestito. Malmenare.”

In montanino un quasi sinonimo è “abbiaccare” ma lo si fa con i piedi.

“Oggi sono ACCIACCATO”

”Sono stanco!”

ACCIACCATO. Aggettivo, participio passato di acciaccare. Ammaccato, pesto, infiacchito.

Accincignare (o cincignare)

Sgualcire (i vestiti) stringendo o premendo. ACCINCIGNATO: sgualcito

(verbo presente nel vocabolario italiano).

Barroccio (o baroccio), barroccino

Carretto a due ruote per il trasporto di robe. Un barroccino è più piccolo e si può spingere anche a braccia per trasportare cose o merci da vendere.

Bigio: grigio (bombyceus, del colore della seta). DI NOTTE TUTTI I GATTI SON BIGI.

Broscia: poltiglia, misto di acqua e neve. (Minestra mal condita, scritto lungo e noioso, Zingarelli)

Bruscello: pioggia gelata. La pioggia gelata si attacca a piante e cose. Spesso le piante non riescono a sopportare il peso del ghiaccio e si spezzano. Galaverna. “Pioggia gelata. Gelo dell’aria. (da Arboscello?)” N. Zingarelli 

Buccolo/buccola: riccio dei capelli

Fognare: quando nevica e c’è forte vento. FOGNA anche quando la neve piccola e fitta è portata dal vento. Talvolta FOGNA anche quando il cielo è sereno.

Fogno: nevischio portato dal forte vento.

FRUGIATA. Castagna arrostita in padella sul fuoco con la buccia incisa (castrata) affinché il calore non la faccia scoppiare.

Sbroscia: vedi broscia (per Zingarelli è un componimento tirato giù)

 

 

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