Memorie, tracce dal passato della Montagna Pistoiese

2 novembre

Nella notte fra il primo e il due di novembre (notte dei morti) era usanza lasciare sulla tavola della cucina un piatto pieno di ballotti (castagne cotte con la buccia) affinché i morti, se fossero passati,  avrebbero potuto mangiare.

24 dicembre- Notte della vigilia di Natale

veniva messo nel caminetto un ceppo ( pezzo di legno piuttosto grosso tagliato alla base dell’albero) di legno che sarebbe rimasto acceso tutta la notte. Era un lavoro che facevano i bambini per ricevere un regalo. Altri bruciavano anche un ramo di ginepro per allontanare le streghe. 

Davanti a tutte le case c’era sempre un ginepro perché quando di notte fosse arrivata una strega avrebbe dovuto fermarsi a contare tutti gli aghi dell’albero prima di entrare in casa. La strega avrebbe perso tanto tempo, sarebbe arrivata l’alba e alle prime luci avrebbe dovuto andarsene.

6 gennaio

Nella notte fra il 5 e il 6 di gennaio, notte della Befana, i bambini andavano in gruppo, bussando alle porte del vicinato, e chiedevano la MACATINA, un regalo in natura che consisteva in castagne secche, noci, mele e pere (tutti intorno a casa avevano un pero e un melo molto alti e vecchi, cultivar antiche che producevano frutti che potevano essere conservati a lungo).

In tempi più moderni, verso la metà del ventesimo secolo, talvolta venivano offerti anche aranci o mandarini.

Pasqua

“Non è bella la Pasqua se non gocciola la frasca”- 

Insomma, di solito per Pasqua piove!


“Se la sera non si PUSIGNA, la notte si sgraffigna”

“Se per San Paolo non si pusigna, la notte di sgraffigna.”

Questa era una delle citazioni di mia zia.

Nell’edizione del 1952 dello Zingarelli si trova il termine PUSIGNO che pare derivare dal latino POSTCINIUM, di dopo cena. Mangiare che si fa dopo cena; ultimo pasto, a tarda ora. PUSIGNARE: Fare di pusigno.

Insomma, per non “rufolare” la notte dalla fame, bisogna riempirsi bene la pancia, anche mangiando qualcosa dopo cena.

 

“La gallina nera, si risolve sulla sera!” –

Quando si tende a rimandare ogni impegno e poi ci ritroviamo a fare le cose all’ultimo momento.

Questa invece era una delle citazioni preferite di mia mamma.

 

“Di tre una, anche le castagne”- 

Su tre castagne presenti nel riccio almeno una è bella e grossa. Lo stesso può accadere alle persone quando fanno qualcosa, una volta gli viene bene di sicuro.

“Chi sta sotto la frasca, prende quella che piove e quella che casca”

Se si passa sotto gli alberi ci si bagna anche di più

Figli di primo e secondo letto. Figli del primo o del secondo matrimonio. In passato riguardava prevalentemente gli uomini, infatti molte donne morivano di parto e l’uomo per farsi aiutare a crescere i figli si risposava. Dal nuovo matrimonio nascevano ancora figli.

CAVOLI!

I cavoli coltivati vengono spesso attaccati dai “bruci” (bruchi), uno stadio che porterà allo svilupparsi di una farfalla bianca chiamata, appunto, CAVOLAIA. I vecchi montanini pare che mettessero vicino ai cavoli dei bastoncini con in cima dei mezzi gusci d’uovo capovolti verso il basso al fine di allontanare le farfalle che avrebbero deposto le loro uova gialle al riparo, sotto le foglie del cavolo, così che appena si fossero schiuse avrebbero trovato cibo in abbondanza per crescere e svilupparsi.

Ma “aggavignare” è una parola italiana o è un verbo solo montanino?

Esiste! Nell’edizione del 1952 Zingarelli lo definisce “Prendere per le gavigne, sotto le ascelle (dei lottatori). Agguantare, afferrare. Riflessivo Aggavignarsi/avvinghiarsi. Aggavignato: ben afferrato, stretto.”

Questa parola si trova ancora oggi nei vocabolari di lingua italiana.

Abbacchiare: verbo. Battere, percuotere. Abbacchiare le noci, far cadere le noci dall’albero con una pertica.

Abbagattio: nome. Confusione, massa di oggetti in disordine.

Abborracciare: verbo. Fare qualcosa in fretta e non bene

Abbriccare: Inerpicarsi. Arrampicarsi per salite ripide. 

Abbriccicare: aggiustare alla meglio.

Abbriccichino: oggetto di poco valore. “E’ un abbriccichino”, bambino un po’ patito

Abbriccico: oggetto di poco valore.

Accallare: verbo. Aprire parzialmente persiane o finestre, magari sovrapponendole l’una all’altra al contrario rispetto alla chiusura normale.

E “aggiaccare” o “acciaccare”? Acciaccare più italiano, aggiaccare più montanino?

”Abbattere, piegar verso il basso, la messe , le biade. Sgualcire, riferito a un vestito. Malmenare.”

In montanino un quasi sinonimo è “abbiaccare” ma lo si fa con i piedi.

“Oggi sono ACCIACCATO”, ”Sono stanco!”

ACCIACCATO. Aggettivo, participio passato di acciaccare. Ammaccato, pesto, infiacchito.

Acciancare: verbo. Superare un ostacolo scavalcandolo; cianca è la gamba

Accincignare (o cincignare): verbo. Sgualcire (i vestiti) stringendo o premendo. (verbo presente nel vocabolario italiano).

ACCINCIGNATO: agg. Sgualcito 

Acciocchettito: agg. Intontito, appisolato e stanco

Acquasanta: nome. Benedizione delle case prima di Pasqua. “Far l’acquasanta”, pulire bene la casa per farla trovare in ordine per la benedizione. Per estensione fare l’acquasanta vuol dire pulire bene la casa.

Afa: nel senso di ” MI FA AFA”, mi dà noia, fastidio

Aia: nome. Spazio pari davanti a casa o fra le case dove si svolge la vita sociale della borgata, dove giocano i bambini e dove veniva battuto il grano

Albagio: nome. Zona mai esposta al sole. Zona a nord

Alido: agg. Caldo secco con pericolo di siccità. Secco, asciutto

Almanaccare: verbo. Fantasticare. Fare congetture.

Almanaccone: nome. Imbroglione. Persona che mesta nel torbido volendo imbrogliare gli altri

Anda: “Dare l’anda”, dare il via (agli animali, ma viene usato anche con riferimento agli esseri umani) . “Anda e rianda”, andare, tornare per poi ripartire subito.

“Andare a Veruglio”: morireA Bardalone, paesino lungo la Leopoldina (SS66), a Veruglio c’è il cimitero.

Annacquare: verbo. Annaffiare, dare l’acqua all’orto

Anno: nel senso di “ANNO SCORSO, DELL’ANNO APPENA PASSATO”

Arruffare:  verbo. disordinare i capelli. Mettere sottosopra qualcosa.

Arruffone: confusionario. Persona dai movimenti poco coordinati.

Arruffio: disordine, confusione.

Arzigogolo: nome. “Cavillo. Interpretazione contorta, congettura troppo ingegnosa e strana. Trovata sottile e fantastica. Ghiribizzo. Sottigliezza.” Zingarelli, 1952

Arzigogolare: verbo. “Ingegnarsi. Sforzarsi con la mente per trovare un espediente. Sottilizzare. Almanaccare.” Zingarelli 1952

Aussare: verbo. Mandare il cane a radunare le pecore. Aizzare il cane contro qualcuno, per estensione si dice anche di aizzare qualcuno particolarmente cattivo. “Guarda che te lo ausso!” “Posa issasso o t’ausso il cane!”

Bacarozzolo: larva chiusa da un piccolo guscio che si trovava facilmente sotto i sassi di fiume. Veniva cercata e presa per poter pescare. “Tu sei un bacarozzolo!”, frase che era detta ai ragazzi poco vispi.

Bachi: nome. Nel senso di “avere i bachi”, quando i bambini soffrono di acetoni

Baggiolo: nome. Mirtillo

Ballotto: castagna intera, non sbucciata, bollita nell’acqua, magari con una fogliolina d’alloro o semi di finocchio. Appena tolta dall’acqua la pasta interna è molto morbida e, soprattutto dai bambini, viene fatta uscire stringendo il ballotto fra i denti.

Balzo 1: nome. Punto scosceso del terreno. Dirupo.

Balzo 2: nome. Salto.

Barbottino: nome. Truffa, imbroglio. Cosa fatta di nascosto per fregare qualcuno

Barroccio (o baroccio), barroccino: Carretto a due ruote per il trasporto di robe. Un barroccino è più piccolo e si può spingere anche a braccia per trasportare cose o merci da vendere.

Becco: il maschio della capra ma anche cornuto

Bega: problema intrigato e noioso da risolvere , contrasto, lite. “Non voler beghe!”

Berlingozzo: dolce della Montagna Pistoiese realizzato con pochi e semplici ingredienti: farina, zucchero, uovo

Bigio: agg. Grigio (bombyceus, del colore della seta). “DI NOTTE TUTTI I GATTI SON BIGI”.

Bilenco: cosa o persona storta

Bigongio: nome. Gran quantità di liquidi. Bigongia: recipiente  di legno usato per pestare le castagne secche ed eliminare il guscio secco 

Bonzola: nome. Bolla di sapone. Bolla d’acqua. Guance gonfie  e pasciute dei bambini piccoli. “Ha due bonzole!”

Botta: grosso rospo

Bottacciolo: nome. Ascesso ad un dente

Breccia, brecciolino: sassi frantumati in pezzetti più o meno grossi

Bricco: vaso di rame o latta utilizzato per contenere caffè o latte

Brocciolo: piccolo pesce di torrente con testa grossa e grandi  branchie. Quelli che vivevano nei nostri “fossi” erano beige o grigi perché di questo colore erano i sassi sotto i quali stazionavano e dove aspettavano il cibo trasportato dalla corrente.  Avevano delle striature più scure sul dorso e potevano raggiungere anche i 20 centimetri di lunghezza ma di solito erano catturati e cucinati prima. I broccioli erano presi con la forchetta e poi trasportati facendo passare un filo dalla bocca a una banchia. Erano buoni anche cotti alla brace dopo essere stati lavati molto bene perché estremamente viscidi. Il brocciolo è sopravvissuto finchè le acque sono state molto pulite e non erano infestate da troppe trote. Se ne trovano ancora nei torrenti molti lontani dalle zone abitate. _ Melenso, stupido.

Broda: nome. Cibo semiliquido per animali

Broscia: poltiglia, misto di acqua e neve. (Minestra mal condita, scritto lungo e noioso, Zingarelli)

Bruscello: pioggia gelata. La pioggia gelata si attacca a piante e cose. Spesso le piante non riescono a sopportare il peso del ghiaccio e si spezzano. Galaverna. “Pioggia gelata. Gelo dell’aria. (da Arboscello?)” N. Zingarelli 

Bruscolo: piccolissimo pezzo di legno, paglia, o altro. “Ho un bruscolo nell’occhio”

Buccolo/buccola: riccio dei capelli

Bussolo: nome. Bosso, siepe sempreverde che veniva utilizzata per delimitare strade e sentieri. Questa pianta cresce molto lentamente ed ha un legno molto duro che veniva utilizzato per realizzare manici.

Butto/ributto: nome. Germoglio.

Buttare/rubuttare: verbo. Germogliare. “Anche quest’anno la pianta ha ributtato”

Caldano: vaso di terracotta o rame o altro metallo, adatto a contenere la brace per scaldare i piedi nei freddi giorni d’inverno. Affinché le braci non bruciassero troppo velocemente venivano ricoperte da uno strato di cenere. Era tenuto solitamente sotto il tavolo

Canata: nome. Rimprovero fatto a voce alta

Caniccio: nome. Seccatoio per le castagne, all’interno del metato

Carpinese: nome. Specie di castagno, si ottiene per insetatura di un selvano. Sono marrone lucido con l’apice argenteo.

Cascia: nome. Robinia pseudoacacia. Pianta che cresce velocemente e viene tagliata per fare legna da ardere.

Castagnaccio: nome. Dolce di farina di castagne con pinoli, noci spezzettate e ramerino. E’ alto circa un centimetro

Catasta: nome. Massa di legna da bruciare, pezzi di tronco o rami ben tagliati e posti gli uni sugli altri

Caterva: nome. Moltitudine di persone. Mucchio, mandria, stormo, insieme di bestie. “Ho preso una caterva di botte!”

Cencio 1: nome. Straccio per pulire in terra

Cencio 2: nome. Dolce di carnevale.

Ceppa: nome. Parte della pianta rimasta dopo il taglio. Più funghi attaccati uno all’altro.

Ceppaia: nome. Parte del tronco di un albero tagliato a cui sono attaccate le radici. Bosco ceduo, costituito da piante tagliate in basso, che poi ributtano e quando sono tornate a essere abbastanza grandi sono tagliate di nuovo.

Ceppo: Tronco. Pezzo di tronco tagliato per bruciare. Il ceppo era messo a bruciare la notte di Natale. Regalo di Natale

Ceppicaia/ceppicone: ceppa d’albero che sporge dalla terra e rischia di far cadere

Ciocche: nome. Castagni secolari vuoti perchè marci all’interno. Servivano a fare i bugni per le api o le troghe per i maiali

Chiappare: verbo. Prendere, afferrare. acchiappare.

Chiappino: nome. Gioco di gruppo per bambini. Uno del gruppo deve chiapparne un altro mentre tutti scappano.

Chicco: nome. Dolce, caramella, dolcetto, biscotto nel linguaggio del bambini

Ciana: donna un po’ volgare, che parla troppo e ad alta voce.

Ciancia/Cianciare: parlare scherzoso, chiacchierare per il piacere di chiacchierare

Ciarlare: parlare con leggerezza e vanamente. Chiacchierare

Cianca: gamba un po’ debole. Cianchetta, piccola gamba. “Far cianchetta”, fare lo sgambetto per far cadere qualcuno.

Ciancicare/cianciucare: biasciare, biascicare. Mangiare con lentezza masticando a lungo. Anche incespicare nel parlare o manipolare a lungo qualcosa. Stropicciare una maglia, una stoffa

Cimbraccola: nome. Bambina o ragazzina vanitosa.

Cionco: aggettivo. Si dice di persona che non sta bene fisicamente, che si muove con difficoltà.

Coltrone: coperta imbottita per il letto

Conigliolo: nome. Coniglio

Coppino: nome. Vaso di terracotta o rame adatto a contenere la brace; aveva un manico che veniva attaccato ad una piccola struttura in legno da mettere sotto le coperte per scaldare il letto.

Corbello: contenitore fatto di sottili strisce di legno intrecciate, utilizzato per portare castagne o altro. “M’ha fatto du’ corbelli!”, si dice riferendosi a persona pesante e rompiscatole. “Ne ho pieni i corbelli!”, nel senso di non poterne più.

Covata: insieme di cuccioli ma anche di funghi.

Covoloni: avv. Stare accoccolato a terra (stare a covoni)

Covone: mucchio di fieno. I bambini si divertivano a buttarcisi dentro e a disfarli. Fascio di paglia, segale o grano fatto dai mietitori nel mietere.

Chiocco: colpo, botta.

Chiorba: testa. “C’ha una chiorba…” nel senso di testa grossa o di essere intelligente.

Chiuino: ragazzo o persona piccola ma vispa (chiuino è un piccolo uccello)- “E’ un chiuino!”

chiurlo: “fare il salto del chiurlo”, fare una brutta fine (il chiurlo è un uccello)

Covone: nome. Mucchio di fieno. I vecchi falciavano l’erba poi la giravano più volte al giorno col forcone; quando iniziava ed essere più asciutta la sera veniva ammucchiata in covoni e la mattina veniva ridistesa al sole. I covoni erano un divertimento per i bambini che ci si buttavano sopra… ed anche per i grandi.

Cribbio: nome. Botta, colpo. “Ho picchiato un cribbio!”

Crocchia: nome. Capelli raccolti dietro la testa

Cuccagna: Abbondanza di mangiare e bere. Gioco che veniva fatto nelle feste: ci si arrampicava su un palo insaponato e viscido per raggiungere la cima dove erano attaccati salumi, prosciutti e formaggi. Paese della cuccagna (Pinocchio), luogo dove si vive bene e c’è cibo a ufo.

Cuccare: verbo. 1- “Beccare”, riuscire a trovare qualcuno e piacergli.

Cucchi: nome. Buccioni, bucce di castagna dentro il cardo (riccio) che non contengono polpa.

Cucco: nome. 1-Cocco, il preferito nella famiglia o fra una cerchia di persone. “E’ il cucco della veglia”, il preferito delle serate davanti al camino, quando nel passato le persone si trovavano e passavano le serate insieme a parlare, scherzare, ricamare o far la maglia. “Vecchio come il cucco”, persona molto, molto anziana. Cucco è talvolta usato in senso dispregiativo nel senso di babbeo, balordo. 2- Cuculo “Ha cantato il cucco, è primavera!”

Cuccumerlo: nome. Primula selvatica, solitamente di colore giallo chiaro

DIMOIARE: sciogliersi rapido di ghiaccio e neve quando si innalzano le temperature.

Dolco: agg. Morbido

Faggiola: nome. Frutto del faggio, contiene un “olio” che veniva succhiato dai bambini

Falcione: nome. Grossa falce con lama leggermente ricurva che veniva utilizzata per tagliare il fieno.

Fiasco/fiasca

Fascino/fascina: nome. Fascio di legna fini e secche, frasche legate con la ritorta, ottenute dalla ripulitura delle piante tagliate e utilizzate per accendere il fuoco.

 

 

Farinata: nome. Crema servita con aggiunta di latte e fatta con farina dolce impastata a freddo, con acqua e sale, messa poi a bollire fino a che non si rassoda.

Ficoso: agg. Persosa uggiosa, che fa i fichi

Fignolo: nome. Grosso brufolo

Filussino: nome. Uomo molto magro

Fognare: quando nevica e c’è forte vento. FOGNA anche quando la neve piccola e fitta è portata dal vento. Talvolta FOGNA anche quando il cielo è sereno.

Fogno: nevischio portato dal forte vento.

Forca: nome. Pezzo di legno biforcuto utilizzato per girare il fieno

Formicola: nome. Formica

Forra: nome. Fosso secco. Vi scorre acqua solo in caso di pioggia.

Fosso: nome. Piccolo torrente in cui scorre sempre l’acqua ma che aumenta esponenzialmente la portata in caso di pioggia.

Frasca: nome. Rami fini, ciò che rimane dal taglio di una pianta ad alto fusto dopo aver preso i rami più grossi. Rami giovani e sottili tagliati per sorreggere piselli e fagioli rampicanti nelle coltivazioni.

Frescino: nome. Zona molto umida, dove probabilmente “nasce” dell’acqua

FRUGIATA: nome. Castagna arrostita in una padella di ferro forata sul fuoco con la buccia incisa (castrata) affinché il calore non la faccia scoppiare. Va cotta sulla brace e non sulla fiamma diretta. Perché siano perfette quando sono quasi cotte si tolgono momentaneamente dal fuoco e si bagnano con uno spruzzo d’acqua o di vino, si girano più volte e poi si rimettono sulla brace finchè la buccia non torna ad essere ben asciutta, sarà così più semplice la sbucciatura.

Gattini: nome. Infiorescenza grigia del salice. Erano i primi fiori della primavera che i bambini raccoglievano per decorare la casa

 

Gavorchio: ragazza o ragazzo giovane non molto bello, grassoccio, poco attraente

Ghenga: gruppo, compagnia, combriccola. “E’ una ghenga!”, gruppo poco affidabile, che ne combina di tutti i colori

Ghiova: zolla erbosa

Goccio: nome. Poco, riferito a un liquido. “Dammi un goccio di vino/acqua”

Gora: acqua deviata da un torrente, con un canale murato, che va al mulino per far girare la ruota. Fossato, canale irrigatorio.

Gorga: nome. Cesta larga e rotonda realizzata a maglie larghe con il salcio intrecciato, usata per portare il fieno.

Grandiglione: nome. Giovane ragazzo cresciuto in altezza ma non di cervello

Grattola: nome. Grattugia per il formaggio

Grembiale: nome. Grembiule con una tasca davanti utilizzato per la raccolta delle castagne

Greppia: mangiatoia

Groppone: schiena. Portare pesi sul groppone. Gropponata, durare fatica portando pesi sul groppone. Sgroppare, faticare.

Grotto: sbalzo nel terreno creato dall’uomo con ghiove di terra e erba sovrammesse l’una all’altra al fine di poter ottenere pezzi di terreno pianeggianti (terrazzamento).

Guazza: rugiada, “Casca la guazza”, quando c’è la guazza l’erba è bagnata tanto come se fosse piovuto

Gualca:  nome. Dare tanti colpi,picchiare. Nel senso di “Fare la gualca a…” colpire ripetutamente qualcuno.”Gliene ho data una gualca!”

Guscione: nome. Guscio vuoto di castagna dentro il riccio

“Avere un GROPPO alla gola”, essere molto emozionato tanto da non poter parlare.

Imbacuccato: agg. Ben coperto per ripararsi dal freddo

Imbiffare: verbo.  Indovinare. “Tu c’hai imbiffato!” senza saperlo

Imbranato: agg. e nome. Persona impacciata, insicura, che non riesce a far bene le cose

Inchieccare: verbo. Tartagliare, pronunciare parole confusamente. Essere balbuzienti

Ingubbiarsi: verbo. Mangiare esageratamente, avidamente, fino a star male.

Impancare/impalancare: verbo. Inventare delle scuse, dire bugie

Incignare: iniziare qualcosa. “Ho incignato il prosciutto”

Insaleggiola: erba dei campi acidula, acetosa

Insetare: verbo. Innestare una pianta

Insetato: agg. Innestato. “Ho fatto un inseto”, ho fatto un innesto

Inteccherire: verbo. Diventare rigido per il freddo.

Inteccherito: agg. Essere irrigidito dal freddo.

Intecconire/intecconirsi: verbo. Essere rigidi nei movimenti. Essere intecconiti dal freddo. “I panni sono intecconiti” quando i panni sono appesi al filo fuori, ghiaccia, la temperatura scende sotto zero e si irrigidiscono tanto da non poterli staccare dal filo. “Aver le gambe tecche”, avere le gambe rigide, poco allenate.

Introgolarsi:  sporcarsi, imbrattarsi

Inzaccherare:  verbo. Infangare, infangarsi. “Mi sono inzaccherata i pantaloni!”

Ire: verbo. Andare. “Ha preso la ire”, se n’è andato; “Dar la ire”, lasciar andare o far partire

Lemicare: verbo. Lamentarsi di continuo- Lemicone, colui che di lamenta di tutto anche in modo ossessivo

Leppa:  nome. freddo pungente

Locco: nome. Persona stupida, poco vispa. “E’ un locco”

Lornia: nome. Stanchezza, fiacca. “Ho una lornia oggi!”

Lungagnata: nome. Cosa lunga. Uno fa un discorso troppo lungo e ripetitivo

Lustro: agg. Lucido. Usato nell’espressione “Se ti scoprono stai LUSTRO!” nel senso che ti “lustrano”/lucidano ben bene a suon di botte.

Macatina: nome. Regalo in natura (noci, frutta secca,…) data ai bambini dal vicinato  la sera di Befana

Manufatoli: nome. Polenta di farina dolce poco soda e meno lavorata della vera polenda. Si mangia con aggiunta di latte.

Marmato: agg. Freddo come il marmo. Ghiacciato

Marugano: nome. Uomo rozzo. Incivile

Matalocco: nome. Uomo poco intelligente. Persona che fa cose stupide

Mazzacane: nome. Ragazzo tremendo e spregioso

(Meo: nome. (da sambartoloMEO?) Ragazzo giovane. Bambino.)

Merendina: nome. Lunedì dopo Pasqua quando, nel passato, si andava a fare la merenda nei prati.

Metato: nome. Piccola costruzione dove sono essiccate le castagne. E’ su due “piani”, divisi da tronchi (travi) squadrati di castagno  distanziate circa un metro sulle quali appoggiano le garelle (rami di castagno) che non sono bloccate e sono molto vicine le une alle altre, per non far cadere le castagne; al piano inferiore viene tenuta viva la brace mentre a quello superiore sono poste le castagne ad essiccare (caniccio). Il metato è un ambiente molto fumoso. E’ coperto con piastre di pietre  o tegole appoggiate su travicelli così da permettere l’uscita del fumo e del vapore acqueo. Appena il vapore acqueo finisce, gli spazi sono chiusi con stracci per evitare la dispersione di calore. Un tempo alcune abitazioni avevano il metato.

Midolla: nome. Mollica del pane

Migolo: nome. Grosso sasso. Per estensione “E’ un migolo” significa cosa o persona molto grossa e pesante.

Moccolo: nome. 1- Bestemmia. 2- Cero, “Reggere il moccolo”, essere il terzo incomodo fra due innamorati insomma reggere la candela. 3- Moccio al naso

Molle: aggettivo. Bagnato fradicio

Mondine: nome. Castagne mondate, dopo aver fatto “bruciare” la buccia come nelle frugiate, e cotte in poca acqua e sale, una punta di alloro e infiorescenze di finocchio secche. Quando qualche castagna comincia a sciogliersi la minestra è pronta. Una minestra simile era fatta con le castagne secche, infatti una parte delle castagne essiccate non veniva macinata e tenuta come “chicco” da gustare o per fare la minestra di CASTAGNE COTTE.

Nafantare: verbo. Essere molto indaffarato in qualcosa.

Nappa: nome. Naso piuttosto grosso

Nazzicare: verbo. Essere molto indaffarato e curioso di fare qualcosa

Necca: nome. Colpo secco e improvviso “Ho picchiato una necca!”

Neccio: nome. Dolce schiacciato fatto con la farina di castagne e acqua e con i testi, che erano dei tondi di pietra che venivano scaldati nel camino. Quando erano arroventati se ne prendeva uno, si copriva con foglie di castagne, si aggiungeva un po’ di farinata, si mettevano sopra altre foglie e un altro testo molto caldo. Si continuava così, fino a farne una bella pila. La farinata di schiacciava e si rapprendeva. I necci erano pronti! Si possono usare anche dei testi fatti di ferro, scaldati e leggermente unti con olio. Per ungerli si usare mezza patata. I necci si possono mangiare così come sono ma anche con aggiunta di ricotta o incicciati, quando si aggiunge alla farinata, prima di essere schiacciata, salsiccia o rigatino.

Nipitella: nome. Nepitella, pianta odorosa utilizzata per cucinare i funghi porcini in umido

Noce: frutto della pianta del noce ma anche colpo secco e veloce dato sulla testa con le nocche delle dita.

Nocca: giuntura delle dita della mano e dei piedi. “Battere le nocche sul tavolo”

Nocchino: colpo dato con le nocche delle dita della mano preferibilmente in testa.

Occhio: nome. Gemma di un ramo, di un tubero,…

Odori: nome. Misto di prezzemolo, sedano, carota (e cipolla) che viene dato gratis dall’ortolano in aggiunta a verdura e frutta acquistate. Gli odori sono alla base di tutte le ricette toscane tradizionali, dal brodo al sugo di carne (ragù)

Onco: nome. Nausea, voglia di vomitare. “Mi fa onco”, fare schifo.

Pacca: colpo veloce dato su una parte del corpo. Colpo dato a mano aperta. Pacchina, colpetto dato sulla nuca.

Paiolo (paiuolo): “Arnese di cucina, vaso tondo di metallo  con manico arcato e mobile per bollirvi carne, acqua…può sospendersi a una catena fissa” (Zingarelli) che si trova nel camino. Viene utilizzato per fare la polenta dolce o di mais.

Paleo: nome. Erba che cresce in terreni poveri. Se strappata tende a tagliare la pelle.

Panzanella: nome. Pane toscano bagnato, strizzato con pomodoro, insalata, cipolla e cetriolo (tonno) e condito con olio, sale e aceto

Pastinese (o pastinaca): nome. Specie di castagno, si ottiene dall’innesto del selvano. Sono di un marrone grigio opaco e ricoperte di un po’ di peluria

Peo: nome. Un tiro di sigaretta. “Fare un peo”

Pepolino: nome. Timo

Peralupo: nom. Piccolo frutto del biancospino

Pertica: nome. Bastone piuttosto lungo che veniva utilizzato per abbacchiare noci, castagne,… dalla pianta. Era un’unità di misura

Pettata: nome Salita ripida

Pezzola: nome. Foulard, pezzo di stoffa utilizzato per coprire la testa. Una pezzola veniva usata anche per raccogliere i funghi

Piaggia: terreno in discesa

Pilla: nome. Fontana di pietra che raccoglie l’acqua e dove si abbeverano gli animali.

Piluccare/spiluccare: mangiare qualcosa a piccolissimi pezzi. Mangiare a uno a uno i chicchi dell’uva. Mangiare.

Pigione: nome. Bastone che veniva utilizzato per ripulire le castagne, ormai secche, dalla buccia.

Pimento: pepe

Pinco: Pinco pallino (persona indefinita, generica; “Si crede Pinco Pallino”. Pinco nelle fave, chi si crede importante e non lo è.

Pionzo: agg. Lento e imbranato nei movimenti

Pinzo: nome. Puntura di insetto

Piscialletto: nome. Tarassaco. In primavera, le foglie tenere sono mangiate in insalata

Polenda: nome. Polenta

Polla: nome. Sorgente d’acqua

Pollone: nome. Getto sul tronco o dalla base di una pianta.

Radana: nome. Spazio vuoto nel bosco

Ramerino: nome del rosmarino sulla montagna pistoiese.
Il vecchio ramerino aveva aghi più piccoli di quello che oggi è spesso coltivato e commercializzato; aveva anche profumo e aroma leggermente diversi.

Redola: nome. Piccolo campo

Ritorta: nome. Pollone di castagno avvolto su se stesso al fine di renderlo flessibile, ramo di ginestra.

Rocca/rocchetto

Rociolo (raciolo): nome. Piccolo grumo di farina dolce che resta nella polenda cotta senza disfarsi.

Rusuì: nome. Piccolo uccello. Persona piccola e magra, di solito ci si riferisce ad un bambino gracile

Sanbartolomeo: nome. Bimbo piccolo e incosciente. Un po’ spericolato. Ma San Bartolomeo lo protegge.

Salcigno: Si dice di persona robusta, che dura fatica ma non si stanca. Essere forte come il salcio che si piega ma non si pezza.

Salcio: nome. Pianta dai rami molto flessibili, si trova vicino ai ruscelli. Salice.

Saltabecco: piccola cavalletta dei prati, anche bambino molto vivace

Sbracione: nome. Si dice di persona che si fa grande, che si dà importanza senza reale motivo. Fanfarone.

Sbraco: “Essere allo sbraco” (senza brache, senza pantaloni) lasciarsi andare, riposarsi

Sbreccare: rompere all’orlo un oggetto

Sbrecca: bambina/ragazzina un po’ insolente o vivace, in senso affettuoso.

Sbroscia: vedi broscia (per Zingarelli è un componimento tirato giù)

Scanicare: verbo. Lasciare a giro oggetti e abiti, spesso senza ritrovarli “Ma dove l’ho scanicato?”

Scaniconi: avverbio. Essere a giro senza potersi riposare

Scapezzato: agg. Privato del ramo o del tronco principale

Scaracchio/scaraglio): sputo.

Scaricare: “gli alberi scaricano”, quando la neve cade dai rami degli alberi 

Sciapo: con poco sale, insipido

Sciapito: Insipido, poco saporito. Ma anche poco vispo, sciocco, con “poco sale in zucca”

Scionnare: Svegliarsi. Ma è anche detto a persona poco vispa, che non capusce bene cosa gli sia accadendo intorno “Quello non è tanto scionno” (Quello non è tanto sveglio).

 

Scotta: nome. Quello che rimane nel latte dopo che sono stati fatti formaggio e ricotta. La scotta era quello che mangiavano col pane (tipo zuppa) i pastori anche durante la transumanza.

Sdubbiare: verbo. Senso di stomaco pieno e nausea. “SDUBBIA”, si dice di un cibo che riempie molto e/o che dà senso di ripienezza o nausea

Secco: agg. Persona molto magra. “Sei secca come un uscio”

Selva: nome. Castagneto da frutto

Selvano: nome. Castagno selvatico, di origine spontanea. Può essere innestato.

Sgranata: nome. Mangiata abbondante “Ho fatto una sgranata!”

Signorina Maccabei/ Signorina Tummistufi

Sinibbio: vento freddo con nevischio

Sleppa: grosso pezzo di pane.

Smoccolare: verbo. Bestemmiare. Tirare moccoli.

Soccannare. verbo. Tampinare una persona, assillare.

Solatio: nome. Posto al sole. Zona sempre esposta al sole

Stacciare: verbo. Setacciare

Stinco: osso della gamba- “Dagli un calcio nello stinco!” (tirare un calcio in un punto molto doloroso ma non pericoloso)

Stollo: nome. 1-Palo intorno al quale si fa il pagliaio.  2-“Quello è uno stollo!” Si dice di persona alta e rigida nei movimenti. 3-Palo della cuccagna.

Stracanarsi: verbo. Stancarsi, affaticarsi.

Stracanata: nome. Grande fatica.

Stropicciare: verbo. Strofinare forte con la mano, strofinare una parte del corpo o degli abito da qualche parte. “E’ stropicciato” grinzoso

Strozzaprete: nome. Frutto rotondo e viola scuro, quasi nero del pruno (o prugnolo). Sul pruno si possono innestare molti alberi da frutto.

Sugo: nome. Ragù di carne

Tamburlano: nome. Arnese di metallo o legno utilizzato per asciugare i panni. E’ sinonimo di aggeggio grosso e ingombrante e, forse, non molto utile.

Tanacca: nome. Giovane o ragazzo ancora inesperto. Utilizzato anche per prendere in giro.

Tangano: nome. Uomo alto e robusto.

Testaiola: nome. Contenitore dei testi di pietra. E’ un attrezzo di legno utilizzato per tenere  in piedi la pila dei testi, uno sopra l’altro.

Testi: nome. Dischi di ferro o pietra e legno per preparare i necci.

Tigliate: castagne sbucciate e cotte in acqua con un pizzico di sale e un rametto di finocchio.

Tonfare: cadere pesantemente.

Topi: nome. Gnocchi di patate

Toppo: nome. Pezzo di legno, ceppo, ciocco di legno. Grosso e robusto pezzo di legno utilizzato come base per spaccare pezzi di legno abbastanza grossi con l’ascia.  Per estensione: persona rigida nei movimenti. “Toppo” è anche una persona presa in giro dagli altri. 

Trambellare: essere malfermo sulle gambe.

Tralice (in): Locuzione avverbiale. Messo di traverso

Trappolone: “E’ un trappolone”, persona che tende a fregare gli altri

Trincare: bere con ingordigia e piacere

Trogolo (troga o trogo): contenitore, vasca,  in cotto, legno di castagno o pietra dove mangiavano o bevevano  i maiali o gli animali allevati

Trogolaio: nome. Insieme di sporco e disordine.

Ufo: abbondanza. Mangiare abbondantemente senza spendere. Fare una cosa ad ufo, farla sulle spalle degli altri

Uggia: noia, fastidio.

Uscio: porta d’ingresso.

 

Veglia: nome. Ritrovo serale con parenti e amici, intorno al fuoco, per raccontare, festeggiare, fare lavori di gruppo, …

Veniente: si dice di pianta che cresce bene

Verginina: nome. Piccola costruzione in muratura, edicola, con l’immagine della Vergine. Ce ne sono molte lungo le strade di montagna

Vieto: agg. Cibo vecchio, stantio

Vinco: 1-(aggettivo) cibo non fresco, è mencio, pieghevole. Il pane è vinco. 2-“Mi è preso un vinco!”, avere un dolore improvviso alla schiena

Zaccherone: nome. Persona sempre sporca o che si sporca con facilità

 Zanza: nome. Sansa, buccia sottile che si trova fra la buccia esterna delle castagne e la polpa

Zazzera: ciuffo di capelli che cala sulla fronte.

Zia: nome. Nel senso di “avere la zia” cioè avere dello sporco  nelle piegature  del corpo.

Zizzolare: verbo. Tremare dal freddo. Soffrire per il freddo pungente. “Maremma come zizzola!”

 

Zoccolone: nome. Persona poco fine, rozza, poco precisa.

Zubo: nome. Persona rozza, forse anche poco intelligente. Persona volgare, scostante e zotica. “E’ uno Zubo!” – Sembra che l’origine di questa parola sia longobarda (ziber/zubar=caprone offerto in sacrificio).

Zufolo (talvolta i vecchi dicevano Zufilo): strumento a fiato realizzato con un cilindro cavo di bussolo o con la corteccia verde dei ributti di castagno dove vengono fatti dei fori per tasteggiare e un taglio trasversale nell’imboccatura

 

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