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Dolcetti con mars e riso soffiato croccante

Un “chicco” che piaceva molto al mio bambino che adesso, da grande, mi ha di nuovo chiesto di preparare… Cibo che coccola…

Ingredienti

6 barrette di Mars

100/120 g riso soffiato croccante (da colazione)

60 g di burro

(1 barretta>10 g di burro>circa 20 g di riso soffiato)

Ecco come procedere

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Spezzettare le barrette di Mars

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Unire il burro a pezzetti

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Far sciogliere i due ingredienti a bagnomaria

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Unire il riso soffiato

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Mischiare bene gli ingredienti.

Mettere della carta da forno in una pirofila, stendervi l’ “impasto” e lasciarlo raffreddare, anche in frigo.

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Quando il dolce è raffreddato e diventato ben compatto si può decidere se tagliarlo e farne dei dolcetti.

Slurp!

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Risotto al nero di seppia

Un ringraziamento speciale va a mia cugina Cecilia per questa ricetta davvero ottima.

Ingredienti per due persone

180 g di riso per risotti

una seppia con il suo nero non troppo piccola

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due cipolle

un pomodoro

olio extravergine d’oliva

sale

pepe

un pezzetto di burro

(un po’ di scarti di pesce per il brodo)

Pulire la seppia da tutte le parti più dure e dalla pelle. Togliere con attenzione la vescichetta del nero e metterla da parte in una tazza.

Tagliare la seppia e pezzi e metterla in pentola con acqua leggermente salata, una cipolla e il pomodoro; se ce l’abbiamo, possiamo aggiungere al brodo un po’ di scarti di pesce o crostacei. Far bollire lentamente.

Mettere dell’acqua tiepida nella tazza con il nero e sbattere bene.

Dopo circa un’ora scolare il brodo. Prendere la seppia, tritarla o/e spezzettarla e metterla nella pentola, dove prepareremo il risotto, con la cipolla tritata e l’olio.

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Aggiungere il riso e farlo insaporire.

Procedere come in qualsiasi altro risotto, girando spesso e aggiungendo il brodo caldo quando sia necessario, quasi a fine cottura unire il nero.

Quando il riso è cotto mettere il burro. Mantecare. Impiattare e condire con una macinata di pepe nero.

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Vitella ai sette sapori

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È una ricetta a base di carne della mia infanzia. Andava per la maggiore perché era servita sulla tavola della Pensione Rosa, un piccolo albergo del mio paese dove, chi poteva, veniva a villeggiare in montagna dalle città vicine, soprattutto da Firenze. Negli anni cinquanta e sessanta arrivavano con le valigie in pullman o in taxi e rimanevano quassù anche un mese. Davvero altri tempi!

Ingredienti

Un girello di vitella (circa 1 kg)

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una cipolla

due spicchi d’aglio

due/tre acciughe sotto sale

capperi

un cucchiaio d’aceto

burro

latte

Legare il girello, affinché tenga la forma, e metterlo dentro un tegame con tutti gli altri ingredienti.

Lasciar cuocere per un paio d’ore.

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Togliere la carne, lasciarla freddare e poi tagliarla a fette sottili.

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Frullare il sugo della pentola.

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Mettere la carne a strati, bagnati dal sughetto, nel piatto di portata.

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Crostini al tonno

Anche questa è una ricetta “ereditata”, da mamma e zia, gemelle.

Nel tempo è cambiata: invece del solo tuorlo è stato messo l’uovo intero, al posto dei cetriolini sono stati messi altri sottaceti, …il risultato è comunque buono. C’è chi utilizza il frullatore per farne una crema molto omogenea ma io preferisco che gli ingredienti si vedano, quindi uso una semplice forchetta per mischiarli bene.

Con questi crostini preferisco usare una “frusta”, un filoncino… Stasera non ce l’avevo e li ho fatti col pane toscano. Son piaciuti lo stesso.

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Ingredienti

2 uova sode; utilizzo i tuorli;

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Una scatoletta di tonno;

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5/6 cetriolini…

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…tritati;

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qualche fettina sottile di burro e uno schizzo di maionese;

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Mischio gli ingredientiimage

Taglio il pane a fettine e preparo i crostini.

imageSe poi abbiamo della verdura lessata, ad esempio dei fagiolini “piattoni” (corallo? Taccole? Questi fagiolini sono molto croccanti e saporiti, ed essendo più grossi dei fagiolini verdi comuni si puliscono molto velocemente), ed abbiamo assodato due uova in più abbiamo pronto il pranzo.

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Lessati e conditi con olio extra vergine d’oliva, sale e aceto (sono buoni anche con l’aceto balsamico) sono davvero squisiti.

Per due persone. Se presentati come antipasto possono bastare per quattro.

Sembra che le taccole siano, in realtà, dei piselli dei quali si mangia il baccello intero ma in pratica vengono puliti ed utilizzati come fagiolini.

Con il solito impasto si possono fare le uova ripiene, tagliate a metà, utilizzando il tuorlo nell’impasto e poi rimettendo quest’ultimo al posto del tuorlo… Oppure preparare le uova per Pasqua.

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L’uovo diventa un bel pulcino con becco e cresta di carota e gli occhi fatti con due chiodi di garofano

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Il “Berlingozzo” della Montagna Pistoiese

Questo è uno di quei dolci che ti fanno ricordare l’infanzia, quando le mamme e le zie ti chiamavano per la merenda.

E’ un dolce semplicissimo con ingredienti essenziali, che un tempo, quando si cucinava molto, erano sempre in casa: uova, zucchero, farina, burro (negli ultimi anni ho sentito che il burro, per ragioni dietetiche, viene sostituito sempre più spesso da un bicchiere d’olio extra vergine d’oliva), latte, lievito, limone, sale.

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Rompere tre uova in una terrina e montarle con due etti e mezzo di zucchero.

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Quando il composto è ben gonfio, unire la scorza di un limone,

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un etto di burro ammorbidito e  quattro etti di farina.

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Sciogliere il lievito in un po’ di latte e aggiungerlo al composto, mettere un pizzico di sale. Lavorare il composto e, se l’impasto è tropo duro, aggiungere ancora latte (complessivamente dovrebbe essere circa un bicchiere).

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Imburrare (o oleare) e infarinare una tortiera con il buco e travasarci il composto.

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Infornare per 45 minuti circa in forno preriscaldato a 180 gradi.

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  Se si guarda bene il nostro Berlingozzo assomiglia molto ad un ciambellone, dolce fatto in ogni parte d’Italia… Ma questa è ricetta montana… 🙂 Mah, tutto il mondo è paese!

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