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Minestrone di cavolo e farro

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Ingredienti per quattro persone

dieci foglie di cavolo nero

tre carote

tre patate

una grossa cipolla

un gambo di sedano con le sue foglie

tre/quattro spicchi d’aglio

fagioli cannellini lessati

prezzemolo, salvia e rosmarino

olio extra vergine d’oliva

sale e pepe

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Tagliare a piccoli pezzi la cipolla e gli spicchi d’aglio e farli “soffriggere”, in olio e poca acqua, in una pentola abbastanza capiente. Lavare e tagliare la costola di sedano, aggiungerla insieme alle sue foglie al soffritto.

Quando il profumo inizia a sentirsi nell’aria, aggiungere il cavolo pulito (bisogna eliminare la costa centrale dura; farlo è semplice, basta impugnare la costa con una mano e portar via la parte verde-scuro con l’altra) e tagliato a striscioline.

Fare a pezzetti le carote e le patate, unirle agli altri ingredienti.

Aggiungere prezzemolo, salvia e rosmarino insieme a un litro e mezzo di acqua (se si ha del brodo vegetale si può usare).

Far prendere il bollore, abbassare il fuoco e lasciar cuocere lentamente.

A cottura quasi ultimata (dopo circa un paio d’ore ma conviene sempre assaggiare) unire un po’ di fagioli interi e passare i rimanenti al passaverdure.

Valutare come preferiamo il minestrone se liquido o più corposo, aggiustare in relazione a ciò l’acqua, aggiungendone o facendone ritirare un po’ a fuoco alto. Regolare il sale.

Unire quattro pugni di farro, seguire le indicazioni, relative al tempo di cottura, che si trovano sulla confezione.

Impiattare, condire con olio extra vergine d’oliva e con il pepe, se piace.

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Farro alle verdure

Il farro, probabilmente, è un prodotto non molto conosciuto  fuori dalla Toscana anche se, negli ultimi anni, ha ricominciato ad essere presente nei pasti di molte persone. È diventato un alimento “di moda” ed è coltivato in modo biologico. Il farro è un frumento molto antico, sembra che fosse nella dieta anche dell’uomo del neolitico.
Questo cereale affinché diventi commestibile, dopo il raccolto, deve essere sottoposto ad un lungo trattamento e questo è stato, sostanzialmente, uno dei motivi per cui è stato soppiantato in favore di altri tipi di frumento che hanno una maggior resa, procedimenti di brillatura più semplici e utilizzi simili. Nel farro, infatti, la membrana esterna, la glumetta, aderisce del tutto al chicco e non viene eliminata con i normali trattamenti riservati ai frumenti più largamente commercializzati.
Il farro della Garfagnana ha ottenuto, già da tempo, la certificazione di qualità IGP.
Questo frumento viene coltivato anche in montagna in quanto è molto resistente al freddo, per questo, quello che solitamente consumo io proviene da aziende della montagna pistoiese. In questa zona, nel passato, i miei/nostri antenati sopravvivevano coltivando frumento, patate (quando queste sono arrivate) e CASTAGNE. Raccoglievano i “radicchi” selvatici e allevavano pecore. Qui, era fortunato chi aveva la possibilità di allevare il maiale e chi riusciva ad acquistare il sale per conservare formaggio e carne. I frutti del sottobosco (funghi, baggioli, more, lamponi, fragole) erano un’ulteriore fonte di sostentamento.
Con il farro si fanno zuppe, minestre e si può utilizzare alla stessa stregua del riso. È ricco di vitamine del gruppo B, di vitamina A e di proteine, per questo viene spesso associato ai legumi, onde favorirne l’assorbimento. Ha sali minerali come potassio, magnesio e fosforo. È ricco di fibre, in quantità varia in relazione alla raffinazione subita. E’ un prodotto della cucina povera del passato ma ricco di principi nutritivi, salutare e deve, perciò, far parte della dieta di tutti noi.

Ingredienti per quattro persone

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250 grammi di farro

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una patata

una cipolla bianca

due zucchini

una carota

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un pezzo di melanzana

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fagiolini

dieci pomodorini

10 foglie di basilico fresco

200 grammi di pesto alla genovese

olio extra vergine d’oliva

sale qb

Le verdure possono variare in relazione al periodo dell’anno e/o a ciò che abbiamo in casa. Ci stanno bene i peperoni, i carciofi,…

Come fare

Tagliare gli zucchini, la carota, la patata, la melanzana a bastoncini e passarli, separatamente, in padella con un po’ d’olio e sale.

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Lessare i fagiolini, tagliarli a pezzettini poi farli insaporire in padella.

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Tagliare a strisce o cerchi la cipolla e a metà i pomodorini e passare in padella anche loro.

Preparare il pesto con basilico, noci, pinoli, pecorino e grana o reggiano e olio d’oliva.

Cuocere il farro in acqua bollente per circa venti minuti.

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Unire  insieme tutti gli ingredienti, condire con il pesto e profumare con il basilico.

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