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Trota alla livornese

Quando ero studente mi fermavo, talvolta, a pranzare alla trattoria I camionisti in Porta al Borgo a Pistoia dove si mangiava bene e si spendeva poco. Lì imparai a gustare la trota alla livornese. Se capita che un conoscente me ne dia una, pescata nei torrenti puliti di montagna, il primo modo che mi viene in mente per cucinarla è proprio alla livornese.

Oggi ne ho cotta una in una padella così grande che poteva contenerne almeno tre, meglio sarebbe stato avere una pesciera, ma è venuta buona lo stesso.

 

Ingredienti per una persona

una trota ben pulita e lavata

mezza cipolla piccola e bianca

una confezione piccola di pomodori pelati (200 g)

olio extravergine d’oliva

1/2 di bicchiere di vino bianco

sale e pepe

un po’ di erbe odorose tritate (timo, prezzemolo, salvia, rosmarino,… insomma quelle che avete)

 

Dopo aver unito tutti gli ingredienti mettere la padella sul fuoco e lasciar cuocere per circa mezz’ora. La trota sarà cotta quando l’occhio diventa bianco. Se il brodetto è troppo liquido farlo ritirare e addensare.

 

Servire.

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Archiviato in "Con ventiquattromila braciii...", secondi di pesce, Secondi veloci, Vecchi Mangiari

Baccalà al pomodoro (ricetta di montagna)

Come si può immaginare, in passato, oltre la metà del secolo scorso, in montagna il pesce fresco arrivava molto raramente. Ogni tanto, da piccina negli anni sessanta, sentivo gridare: “Pesciaioooo… arriva il pesciaioooo… Pesce frescoooo…” e a me si raggelava il sangue. Arrivava su un’ape o su una vespa con delle cassette ricoperte di ghiaccio, le donne correvano per non perdere l’occasione di cucinare del buon palombo fresco. O, almeno, era il palombo il pesce che arrivava in casa mia. La mamma lo faceva fritto o al pomodoro e a me non piaceva. Anche adesso, povero palombo, quando lo vedo provo sensazioni sgradevoli.

Naturalmente il pesce più utilizzato era quello essiccato o, soprattutto, sotto sale… era il baccalà! In certi giorni, soprattutto di venerdì, si poteva trovare già dissalato nel negozietto di alimentari del paese.

La mamma, buona cuoca ma di certo non esperta di pesce fresco, cucinava bene il baccalà. Lo faceva fritto, al pomodoro o con i porri.

Questa è la sua ricetta del baccalà al pomodoro.

Ingredienti per quattro persone

due tranci di baccalà

un barattolo di pomodori pelati (400 g)

una cipolla (o scalogno o porro…quel che avete in casa)

due spicchi d’aglio

rosmarino

basilico

prezzemolo

due cucchiai di capperi

pepe e sale

farina

olio per friggere

olio extra vergine d’oliva

 

Se non comprate il baccalà già dissalato, due giorni prima di iniziare a cucinarlo  lavate dal sale i due tranci e poi metteteli in ammollo in acqua fresca, acqua che dovrete cambiare di tanto in tanto.

Quando il baccalà avrà perso quasi tutta la sua salinità e sarà morbido, fatelo sgrondare e finite di asciugarlo con della carta da cucina, palpeggiatelo bene e eliminate le spine, tagliatelo a pezzi, infarinatelo e friggetelo in una padella capace. Nella padella mettete uno strato d’olio (scegliete voi quale, c’è chi preferisce l’extra vergine, io, per abitudine familiare uso un buon olio di semi) insaporito con uno spicchio  d’aglio, spellato e schiacciato, e il rosmarino.

Scolate bene dall’olio i pezzi di baccalà ormai fritti.

Sempre in una padella molto ampia fate rosolare, nell’olio evo, l’altro spicchio d’aglio tritato e la cipolla tagliata a fettine molto sottili. Quando sono appassiti aggiungete il pomodoro con il basilico, una puntina di sale (pochissimo perché, spesso, il baccalà risulta ancora troppo salato ed è sufficiente anche per il pomodoro…io, a volte, preferisco controllare il sale alla fine della cottura), il pepe e poco dopo i capperi tritati grossolanamente.

Lasciate cuocere per venti/trenta minuti (aggiungete acqua calda se necessario) poi unite i pezzi di baccalà.

Fate insaporire per 5/10 minuti e unite il prezzemolo tritato.

Lasciate a riposare qualche minuto e poi servite.

Se ne avanza è buono anche il giorno dopo.

 

 

 

 

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Archiviato in secondi di pesce, Vecchi Mangiari

Il lesso rifatto con le cipolle

È una ricetta del passato, quando non si buttava via niente.

Ingredienti per 2/3 persone

6/7 etti di carne per bollito (si fa il brodo e si utilizza la carne cotta, già “sfruttata”)

due cipolle medie

uno spicchio d’aglio (facoltativo)

una confezione di pomodori pelati, circa 400 grammi

4 foglie di salvia

olio extra vergine d’oliva

brodo di carne o acqua calda

sale, pepe

Tagliare a rondelle sottili le cipolle, metterle in una padella con l’olio, qualche foglia di salvia e l’aglio. Lasciar cuocere lentamente finché non risultino ammorbidite e “trasparenti”.

Prendere il lesso e tagliarlo a strisce.

Unirlo alla cipolla. Se possibile togliere l’aglio. Mettere i pomodori pelati.

Salare, pepare e aggiungere altro pomodoro se il composto non è sufficientemente rosso.

Lasciare a cuocere finché la carne non risulti ben cotta e ben “sposata” con le cipolle. Se necessario bagnare con il brodo o l’acqua calda.

Servire ben caldo.

 

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Archiviato in "Con ventiquattromila braciii...", Secondi di carne di manzo, Vecchi Mangiari

Zuppetta di moscardini e verdure

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Ingredienti per due persone

6 etti di moscardini

due patate

due zucchini

pomodori pelati San Marzano (confezione da 400 g)

una cipolla

olio extra vergine d’oliva

peperoncino

un rametto di timo

vino bianco

sale

aglio

fette di pane toscano abbrustolito

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Pulire, lavare e tagliare a fette sottili la cipolla, metterla in una padella, tipo wok, con olio extra vergine d’oliva e lasciarla ammorbidire.

Pulire, lavare e spezzettare, a piacere, i moscardini; aggiungerli alla cipolla; far cuocere per alcuni minuti e bagnare con il vino bianco.

Appena il vino è ritirato unire il timo e le verdure fatte a pezzetti non troppo piccoli.

Aggiungere i pomodori, il peperoncino e lasciar cuocere a fuoco lento finché i moscardini risultino cotti e il brodetto un po’ ritirato.

Nel frattempo tagliare, abbrustolire e strusciare con l’aglio il pane.

Impiattare e servire.

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