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Spezzatino di carne di manzo, come lo fo io…

La carne utilizzata è il muscolo, costa poco e, cotta così, viene buona.

Le dosi delle mie ricette sono sempre per due persone, perché è per due che cucino, ma spesso me ne avanza una porzione per il giorno dopo.

 

Allora, mi serve: 500 g di muscolo, tagliato a pezzi;

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una cipolla bianca, un pezzo piccolo di sedano, una carota, due spicchi d’aglio;

salvia e ramerino in abbondanza, anche di più di quel che vedete nella foto;

due pomodori o della passata di pomodoro;

vino bianco o rosso, come si preferisce;

olio extra vergine d’oliva, sale.

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Se si vuole, si può completare il piatto con patate e carote.

Come faccio:

taglio a fettine la cipolla, trito grossolanamente aglio, carota e sedano; metto tutto in un tegame con olio extra vergine d’oliva e faccio soffriggere. Io tendo a soffriggere poco e delicatamente.

Aggiungo la carne a pezzetti, le foglie di salvia e il ramerino.

Cuocio il tutto per qualche minuto. Quando la carne appare esternamente cotta la bagno con un po’ di vino bianco, lo faccio sfumare e aggiungo il pomodoro (o la passata), copro con il coperchio e lo giro di tanto in tanto. Se vedo che asciuga troppo aggiungo del brodo.

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Quando lo spezzatino cuoce da una mezz’oretta, aggiungo le carote o le patate o entrambi tagliate a pezzetti, giro e copro nuovamente, continuando a girarlo ogni tanto.

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Dopo un’ora e un quarto/un’ora e mezzo, in relazione anche alle dimensioni dei pezzi, il piatto è pronto.

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Spalla d’agnello al forno con patate

Ieri ho visto dei bei pezzi di agnello (buoni non so) nel reparto macelleria e mi è venuta la voglia di cucinare una spalla di agnello al forno con patate. Ne ho presa una di circa sette etti, peso giusto per le mie necessità.
La sera l’ho messa in un contenitore di ceramica, l’ho massaggiata con sale e pepe, condita con una foglia d’alloro, rosmarino (qui si chiamava ramerino), salvia, pezzetti d’aglio, pepe in grani, buccia di limone… Infine l’ho immersa nel vino bianco (a volte uso vino rosso, la spalla mi piace lo stesso) e tenuta lì fino al momento di metterla in forno il giorno successivo.

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Un paio d’ore prima dell’inizio della cottura ho pulito le patate, l’ho fatte a pezzetti e messe in acqua e sale. Questa è un’operazione che facevano anche i “vecchi” ma perché? L’idea è che, uscendo un po’ di amido, i tocchettini mantengano meglio la loro compattezza, non diventino scuri e siano più croccanti dopo la cottura. Oggi si definisce questa operazione sbianchimento.

imagePrima, in teglia con le erbe, l’aglio e l’olio, e… dopo!

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Ingredienti:

una spalla di agnello

patate, tante quanto è  l’appetito dei commensali

olio extra vergine di oliva

sale e pepe, in grani (avevo in casa pepe in grani di tre colori ed ho usato quello) e macinato

alloro, salvia, rosmarino, aglio, scorza di limone

Come procedere

Tolta la spalla dalla sua marinatura, viene posta nella teglia e aromatizzata con salvia, rosmarino, alloro, aglio, scorza di limone, sale e pepe; viene poi oliata e messa in forno prescaldato a 190 gradi per circa un’ora e mezzo o finché non ci rendiamo conto che è ben cotta; giriamola e inumidiamola di tanto in tanto con il suo sughetto e, magari, un po’ di vino.

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Quando il pezzo di arrosto stava cuocendo da una ventina di minuti ho infornato anche le patate. A cottura quasi ultimata ho unito agnello e patate.

Se possibile cuocio le patate direttamente con l’arrosto ma oggi, non avendo sufficiente spazio nella teglia per farle rosolare bene, ho iniziato la cottura separatamente.

Ora posso dirlo: “L’agnello e il suo contorno erano buoni!”

Bisogna ammetterlo, i piatti non vengono sempre buoni allo stesso modo!

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